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Elezioni Australia. Indipendenti dettano condizioni |
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Giovedì 26 Agosto 2010 06:45 |
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Sydney - I tre deputati indipendenti, divenuti di colpo protagonisti dopo le elezioni australiane di sabato scorso in cui nessuna delle due maggiori formazioni ha raggiunto la maggioranza di seggi necessaria per governare, hanno presentato oggi una lista di sette richieste in colloqui separati con la premier laburista uscente Julia Gillard e con il leader dell'opposizione conservatrice Tony Abbott. Ieri sera Tony Windsor, Rob Oakesford e Bob Katter, eletti in seggi rurali e di orientamento conservatore, si sono riuniti per la prima volta a Canberra. Hanno concordato che i negoziati formali non potranno cominciare finche' non sara' completato lo scrutinio delle preferenze, e che comunque richiederanno tempo. I tre hanno indicato la gestione dell'economia come massima priorita', ma le altre richieste restano finora segrete. E hanno ribadito la loro contrarieta' a elezioni anticipate. Oggi il terzetto ha affrontato il Club nazionale della stampa insieme all'unico deputato verde, Adam Bandt, che ha gia' dichiarato il suo sostegno ai laburisti. I quattro hanno espresso le loro posizioni in materia di clima e di un prezzo sulle emissioni di CO2, sulla tassa sui superprofitti delle
compagnie minerarie proposta dal governo laburista uscente, su libero commercio e protezionismo e altre questioni chiave. E
sono emerse chiare differenze fra loro. Intanto e' data per certa l'elezione di un altro indipendente, Andrew Wilkie, in vantaggio sul candidato laburista in un seggio della Tasmania. Wilkie, ex funzionario dei servizi segreti che si era dimesso in protesta contro la
guerra in Iraq e le falsita' sulle armi di distruzione di massa, in passato si era candidato con i verdi. Gli ultimi conteggi
danno 71 seggi ciascuno a laburisti e conservatori nella Camera di 150 deputati, a cui si aggiungono i 4 indipendenti e un
verde, con tre seggi ancora incerti. (ANSA). |
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Mercoledì 11 Agosto 2010 06:59 |
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tratto dal libro Mollo tutto e vado in Australia. - pag 106 -
In principio fu il diavolo. La curiosità di vedere dal vivo un parente di Taz, il personaggio della Warner Bros, è stata la cosa che ci ha spinto a inserire nel nostro itinerario l'isola dell'Australia più vicina al Polo sud. Il grosso topone lo incontriamo per la prima volta a Taranna. Si azzuffa con altri due simili per u po' di cibo. Veramente un brutto carattere. Sarà anche inoffensivo, come cerca di convincerci il ranger (mentre comunque si tiene a debita distanza), ma meglio evitarlo. In realtà molti diavoletti negli ultimi tempi sono finiti all'inferno. Una brutta malattia (tumore alla faccia) in dieci anni ha più che dimezzato il numero di diavoli della Tasmania. Non vale la pena venire fino a qui solo per vedere il devil, e nemmeno andare a caccia della introvabile tigre, il cui ultimo esemplare conosciuto è morto nel 1936. Chi ne trovasse uno si beccherebbe un bel premio da un milione di dollari. La Tasmania è un'esperienza originale: è Australia, ma davvero molto particolare. E' n po' come andare in Sardegna, rispetto all'Italia. La si può raggiungere in aereo, ma sbarcarci sullo Spirit of Tasmania a Devonport dopo una notte in mare è un'altra cosa. Si arriva all'alba, avendo davanti una lunghissima giornata da assaporare. Allora è il caso di dedicarsi subito alle prelibatezze. Ce ne per tutti i gusti, nel giro di una cinquantina di chilometri. Cominciamo regalandoci una corposa colazione a base di cioccolato alla House of Anvers, per poi passare agli assaggi di formaggio e miele all'Ashgrove cheese factory. Infine, sempre nei dintorni, decidiamo di completare il soddisfacimento dei piaceri dei piaceri culinari con una tappa alla Hill raspberry farm, regno incontrastato di lamponi e di tutto ciò che dai lamponi si può ricavare. E' solo l'antipasto di quello che troveremo in questa sorprendente isola poco conosciuta dai turisti europei e italiani in particolare. Sono indelebili i sapori della Tasmania. Sarà per il mare che dall'altro lato lambisce il Polo. Sarà per la terra che da millenni ha abbandonato il continente per sondare percorsi alternativi, fatto sta che qui si sperimentano inaspettate lusinghe del palato. Con percorsi organizzati nel nord est e con venditori semi ambulanti che propongono prelibatezze all'ingresso dei paesini del sud ovest. Il nostro viaggio sull'isola quasi ogni giorno è deliziato da ostriche che Claudio definisce superbe e da salmone che Lieto e Myriam considerano i migliori del mondo. Poi albicocche, mele, ciliegie a ottimi prezzi. Da record del mondo. Claudio gusta (dire mangia sarebbe riduttivo) più ciliege in Tasmania di quante ne abbia prese negli oltre quattro decenni della sua vita. (tratto dal libro Mollo tutto e vado in Australia) |
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Domenica 22 Agosto 2010 07:18 |
Si rinnova la camera dei deputati e metà del senato. La sfida tra il primo ministro uscente, Gillard (laburista) e Tony Abbott (liberali). Tasse, ambiente e immgirazione i punti caldi della campagna elettorale.
Quattordici milioni di australiani andranno alle urne, domani, per rinnovare la Camera dei deputati e metà Senato. Dovranno decidere se a governare per i prossimi tre anni sarà il primo ministro uscente, la laburista Julia Gillard, o Tony Abbott, leader dei liberali. Negli ultimi 80 anni, un governo alla fine del primo mandato (come l'attuale) è sempre stato confermato dagli elettori. Tasse, ambiente, immigrazione: ecco i principali terreni di scontro tra il Labor Party e il Liberal Party, che forma, come da tradizione, una coalizione con il National Party.
TASSE SUI PROFITTI MINERARI - Una delle cause della caduta di Kevin Rudd, spodestato dalla sua vice Gillard, è stata l'impopolare tassa al 40% sui profitti minerari, che l'ex primo ministro voleva imporre. Gillard ha subito ridimensionato l'aliquota, ora fissata al 30% con la benedizione dei colossi minerari, che così risparmieranno in due anni 1 miliardo e mezzo dei 12 miliardi di dollari australiani che sarebbero stati costretti a pagare con l'aliquota decisa da Rudd. Per governare, però, il Labor potrebbe aver bisogno dei Verdi, che già hanno dichiarato di pretendere una tassazione più alta. I liberali
invece, sono contrari alla tassazione.
AMBIENTE - Altra nota dolente del governo Labor, la lotta all'inquinamento. Rudd ha accantonato lo schema per la riduzione dei gas serra, al centro della sua strategia ambientale; grosso passo indietro anche da parte di Gillard, che punta al taglio di
soli 5 punti percentuali delle emissioni di anidride carbonica entro il 2020 (contro il 25% del progetto Rudd) e propone un'Assemblea di cittadini per mettere d'accordo l'intera comunità sulla 'carbon tax'. Abbott condivide l'obiettivo di tagliare del 5% le emissioni di Co2, ma è contrario all'introduzione di una tassa. I Verdi, invece, propongono una tassa da 23 dollari a tonnellata per i prossimi due anni.
IMMIGRAZIONE - Entrambi i partiti sono convinti della necessità di porre un freno all'immigrazione. I laburisti promettono di ridurre gli arrivi annuali, circa 300.000 nel 2009. Per i liberali, il numero massimo di ingressi all'anno deve essere di 170 mila. In aumento anche il numero di rifugiati in cerca di asilo che sbarcano in Australia, circa 4.000 nel 2009; Gillard vorrebbe condividerne il peso con i Paesi vicini e istituire un centro di accoglienza a Timor Est, che ha già bocciato la proposta. Abbott chiede "di fermare le barche" e promette che con lui al governo "arriveranno tre navi in un anno, non tre in una
settimana come con i laburisti". Abbott spinge anche per la cosiddetta 'Pacific Solution', il programma contro l'immigrazione clandestina già vincente per John Howard nel 2001, che prevede di accogliere i richiedenti asilo nel centro di detenzione.
fonte: cnmedia.com |
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Australia: cercasi assaggiatori di birra e vigilianti di squali e koala |
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Tenere a bada gli squali, catturare koala fuggitivi, rimodellare la casetta ai pinguini ospiti di Kangaroo Island, raccogliere gli escrementi dei canguri o, decisamente meglio (soprattutto per un inglese), assaggiare birra. A offrire ai britannici stanchi della routine quotidiano una prospettiva professionale decisamente diversa è il governo dell’Australia meridionale, che, attraverso la sua sede di rappresentanza londinese, sta pubblicizzando una serie di alternative ”alle lunghe giornate lavorative, le alte tasse e l’innalzamento dell’età pensionabile della Gran Bretagna”. ”Non si tratta di offrire posizioni nelle quali diversi candidati si devono dare battaglia”, ha spiegato Bill Muirhead, agente del governo australiano distaccato nella capitale britannica. ”Piuttosto – ha proseguito – vogliamo mostrare alla gente che lo Stato dell’Austrialia del Sud offre più occasioni di lavoro e di viaggio che in qualunque altra parte del mondo. E chiunque può fare richiesta”. Nessuna esperienza è infatti richiesta, solo un visto lavoro-vacanza. L’idea è quella di convincere giovani britannici tra i 18 e i 30 anni a trasferirsi in Australia per un breve periodo.
fonte: blitzquotidiano.it |
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